Osservatorio

Il dato del mese: 85 imprese su 100 non sono assicurate contro le catastrofi

L'Osservatorio Assix apre con il numero più scomodo dell'anno: a obbligo ormai pienamente operativo, la stragrande maggioranza delle imprese italiane resta senza copertura catastrofale.

Il numero 85 su 100 accanto a un grafico a barre: le imprese non assicurate

Ogni mese l'Osservatorio Assix sceglie un numero e lo racconta. Il primo è il più scomodo: circa l'85% delle imprese italiane non ha una copertura contro le catastrofi naturali, nonostante l'obbligo di legge sia ormai a pieno regime per quasi tutte le categorie.

Cosa dice il numero

Le stime ANIA parlano di appena il 15% di imprese effettivamente assicurate. Significa che il calendario normativo — costruito in modo graduale proprio per accompagnare l'adeguamento — è stato ampiamente disatteso. Le ragioni ricorrenti sono tre: la percezione che l'assenza di sanzioni dirette renda l'obbligo "morbido", la difficoltà di confrontare offerte con franchigie e scoperti molto diversi, e la classica sottostima del rischio: "qui non è mai successo niente".

Cosa non dice il numero

Il dato medio nasconde un'Italia a due velocità: le grandi imprese si sono adeguate quasi tutte, mentre lo scoperto si concentra su micro e piccole imprese — proprio quelle che un evento estremo può cancellare, perché non hanno riserve per assorbire il danno da sole. E lo Stato ha chiarito che chi sceglie di non assicurarsi non potrà contare su ristori straordinari.

La lettura di Assix

Il gap non si chiude con le sanzioni ma con la consulenza: la cat-nat non è un timbro da apporre ma l'occasione per fare, spesso per la prima volta, una mappatura seria dei rischi aziendali. Le imprese che la usano così non stanno solo rispettando una norma: stanno comprando continuità.